C’è un momento particolare nella maternità in cui ti accorgi che la fase in cui ti sentivi sicura e preparata sta lentamente cambiando. Non molto tempo fa, mia figlia portava ancora il pannolino. Parlavo dei suoi primi passi, dei risvegli notturni e dei primi dentini. E poi, quasi senza accorgertene, lo vedi: il suo corpo inizia a cambiare. Silenziosamente. Gradualmente. In modo irreversibile.
Quello è stato il momento in cui ho capito: devo imparare di nuovo. Non perché non sappia cosa sia il ciclo, ma perché questa volta non riguarda più me. Riguarda come mia figlia vivrà questo passaggio. E se sarò il tipo di mamma a cui lei si sentirà sicura di rivolgersi—con domande, paure e incertezze.
Dalle chiacchierate con le amiche a una comprensione più profonda
Come tante mamme, ho iniziato parlando. Con amiche le cui figlie avevano appena avuto il primo ciclo. Quello che mi ha colpito è quanto le loro storie fossero simili. Non tanto per il dolore fisico o la durata del ciclo—ma per le emozioni.
Per l’imbarazzo a scuola.
Per la paura di alzarsi dalla sedia.
Per le lezioni di ginnastica in cui muoversi sembrava improvvisamente rischioso.
Per il pensiero costante: “Va tutto bene? Se ne accorgerà qualcuno?”
Quelle conversazioni mi hanno portata oltre—tra articoli, ricerche, pareri di esperti e informazioni più approfondite sul primo ciclo nelle ragazze. E una cosa è diventata sempre più chiara: all’inizio, la sfida più grande non è il processo fisico in sé. È la sensazione di insicurezza.
Come il corpo segnala che il primo ciclo si avvicina
Prima che inizi il primo ciclo, il corpo di solito manda segnali delicati. Per alcune ragazze compaiono mesi prima; per altre, solo poco tempo prima. Spesso si presentano come sensazioni vaghe, difficili da spiegare: tensione al seno, gonfiore, stanchezza, mal di testa. Insieme a questi, possono comparire cambiamenti emotivi—irritabilità, voglia di piangere o un bisogno più forte di privacy.
Un segno molto comune è la perdita vaginale bianca o trasparente, che può preoccupare i genitori ma in realtà è una parte del tutto normale dello sviluppo. Sono i primi “segnali” che indicano che il ciclo potrebbe essere vicino.
La prima esperienza e le domande che le ragazze raramente fanno ad alta voce
Quando arriva il ciclo, spesso porta con sé domande che le ragazze fanno fatica a esprimere. Come faccio a capire quando cambiare l’assorbente? Cosa succede se mi muovo troppo? Posso correre, saltare, fare sport? E se inizia a scuola? È normale sentirsi a disagio nel proprio corpo?
Queste sono domande profondamente umane. Non nascono dall’ignoranza, ma dal desiderio di sentirsi al sicuro. Ed è qui che una mamma può diventare il punto di riferimento più importante—non dando regole rigide, ma offrendo una presenza serena e la certezza che tutto ciò che sta accadendo è normale.
Alla ricerca di una soluzione più semplice e serena
Approfondendo questo argomento, per me è diventato importante capire cosa aiuta davvero le ragazze durante il primo ciclo—non in teoria, ma nella vita di tutti i giorni. A scuola. Mentre si muovono. Durante le lezioni di ginnastica. Nei momenti in cui lo stress è già alto.
Parlando con esperti e altre mamme, una conclusione tornava sempre: durante la prima esperienza, la sensazione di sicurezza è la cosa più importante. Sapere di non dover stare sempre in ansia—per le perdite, per il timore che qualcosa non vada, per la libertà di muoversi. In questo contesto, le mutandine mestruali venivano spesso citate come una soluzione che risponde a molte di queste preoccupazioni insieme.
Perché le mutandine mestruali aiutano durante il primo ciclo
Per tante ragazze, le mutandine mestruali rappresentano un primo passo delicato verso il ciclo—senza stress aggiuntivo. Sembrano e si sentono come normali mutandine, ma offrono una protezione sicura che permette di sedersi, muoversi e restare attive senza ansia continua.
Non c’è bisogno di indovinare quando cambiare l’assorbente.
Nessuna paura di alzarsi o muoversi liberamente.
Nessuna sensazione di qualcosa di estraneo o scomodo nel corpo.
Questa semplicità è davvero preziosa durante il primo ciclo.
Le mutandine mestruali Gege sono pensate proprio per le ragazze—per la loro vita quotidiana, la libertà di movimento e la serenità. Non per complicare questa fase, ma per aiutarle a viverla in modo naturale e senza stress inutile.
Più di un semplice processo fisiologico
Scrivendo queste parole, mi rendo conto sempre di più che questa storia non riguarda solo il ciclo. Parla del rapporto tra una madre e sua figlia in un momento in cui il corpo cambia. Della possibilità di dire: “Non so tutto, ma sono qui.” Di fare in modo che questo passaggio non sia qualcosa da nascondere o di cui vergognarsi.
Il primo ciclo passa. Ma la sensazione che la mamma sia stata presente—quella resta. E se c’è un modo per rendere questa esperienza più serena, sicura e semplice, credo sia nostro dovere come genitori sceglierlo. Non in modo perfetto—ma con sincerità. E sempre con empatia.


